Elafonissos Elafonissos, Cape Elena

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PIRATERIA

Elafonissos è stata nel passaggio dei secoli, un rifugio importante di pirati nativi e stranieri, ma anche di corsari. Grazie al suo posto geografico particolare alle strade marittime del mediterraneo Orientale e del Mar Nero, ma anche grazie alle sue lunghe coste sabbiose, dove le navi sostavano e si tratenevano facilmente e senza pericolo.

Nel 16o sec. e soprattutto nel 17o sec., la pirateria costituiva una regola della vita quotidiana. Dal nord Egeo fino al Mar Mirtoo ed il Pelago Libiano, le navi dei pirati e dei corsari agguatano. Le lunghe coste greche con la linea costiera particolare, le roccie, le grotte, e le moltissime baie nascoste sono dei nascondigli ideali. Il viaggiatore Deshayes consiglia i viaggiatori per Costantinopole, di evitare il viaggio con la nave, perchè i pirati spiano tra Creta e Peloponneso (stretto di Elafonissos).

Un'interesse particolare durante il periodo della pirateria, presenta l'isola di Kimolos la quale ha qualcosa come immunità ai pirati ed i corsari visto che ospita solo quasi 500 donne e 6-8 preti cattolici per i bisogni dei pirati dell'Egeo. Le navi greche dei corsari e dei pirati avevano di solito nei loro equipaggi, dei preti ortodossi i quali per le navi piratiche di Mani erano una regola interogabile.

Giulio Vern dal 1883 fino al 1888 segue delle rotte marittime con barca a vela motorizzata. Nel 1884 scrive il libro ''L'arcipelago nelle fiamme'' (o ''I Pirati dell'Egeo'') ove ci descrive che a Mani, i monaci erano sostanzialmente degli osservatori che aspettavano che qualche nave si vedesse per poterlo poi guidare con dei ripieghi sulle roccie o su qualche scoglio. Cosi allora gli abitanti potevano depredare senza pericolo. Per fine, si riferisce dettagliatamente alla regione di Mani (Marathias), di Kythira e di Antikythira.

In tutte le isole dell'arcipelago e nelle regioni costiere, ci stavano degli osservatorii da dove la gente osservava di giorno e di notte le navi che si avvicinavano alla terra, e avvisava poi la popolazione appena distingueva qualche nave. Vardia 276 m., (Turno 276 m.) (dai turni di ogni osservatore) si chiama la cima più alta dell'isola di Elafonissos che è stata usata come osservatorio dai suoi abitanti durante la seconda guerra mondiale ma anche molto prima dai Pirati e dai Corsari.

Un pirata e corsaro greco famigerato in tutto Mediterraneo, è stato Barbarossa. In realta però non si trattava di uno ma di due fratelli,i qualli si originavano da Lesvos ed erano nipoti di un prete. Il 16o sec. avevano derubato con le loro navi tutte le coste del Mediterraneo Orientale e le Cycladi che erano sotto il dominio veneto, seminando il terrore da pertutto con una ferocità incredibile, creando persino un proprio Paese (Barbaria) ed intagliando pure una loro moneta.

'E vero che durante il periodo della dominazione turca nella regione del Mediterraneo Orientale, si dà alla pirateria gente di ogni nazionalità e religione, dagli isolani, ai Tunisiani, ai Veneziani,ai Siciliani ed ai Turchi. Dei pirati erano anche gli abitanti di Mani. Mani la chiamavano pure Grande Algeri. Il 18o sec., Mani vive esclusivamente dalle invasioni dei pirati. Quando non viaggiano con le loro navi, aspettano che qualche nave si lasci trascinare vicino alla costa dal mal tempo o dai loro frodolenti ripieghi. Agli inizi del 19o sec., il numero delle navi greche che si davano alla pirateria aumenta costantemente grazie allo sfavorevole cambiamento che prende.

Agli inizi del 1828 c'erano quasi 1.500 navi e 50.000 marinai che si occupano sistematicamente con la pirateria e devastano l' Egeo. Dal Mar Elispontos fino a Rodi e le coste orientali di Peloponneso, i pirati creano con la loro azione troppi problemi. Lui che ha potuto alla fine controllare la situazione, è stato Kapodostrias quando nel 1828 è venuto in Grecia per riprendere il governamento del Paese. La repressione delle pirateria c'è stata immediata ed impressionante. La pirateria è stata sradicata con la formazione di due squadre greche sotto i comandi di Andreas Miaoulis e Konstantinos Kanaris. Ciò nonostante, l'assassinio di Kapodistrias (1831) e l'anarchia che ha seguito,ha rianimato l'attività dei pirati nonostante che la grecia dal 1830 ha già cominciato la sua vita politica libera, che le assicura però pure l' analoga autonomia. La presenza delle navi piratiche nel mar greco, è stata interrotta definitivamente nel 1850, quando la Marina Militare ha ripreso il loro inseguimento con l'azione parallela di armate straniere, distrugendo definitivamente i caposaldi piratici dell'Egeo. Da quest' anno, comincia come indizio di libertà anche l'inbiancamento delle case nelle isole dell'Egeo dai paesani, siccome non esiste più il pericolo di vista dei pesi dai pirati.

Per fine, nel 19o sec., i casi delle invasioni piratiche diventano più rari e sono certamente più blande in paragone a tempi precedenti, fatto che è in relazione con la migliore organizzazione statale ma anche con il rimodernamento della Marina.

Nelle nostre isole, in funzione con il fenomeno della pirateria, alcune baie hanno preso il nome Saracinico dai pirati che stavano ancorati là. Le colonie invece nelle isole fino allora, si trovavano lontano dal mare in punti invisibili e le case si costruivano l'una vicino all'altra a castello (si incontra in tutto l'Egeo). Elafonissos in quell'epoca non era abitata ma era caposaldo di pirati, siccome si trova al passagio delle navi dall'Italia ed il Mediterraneo Ovest verso l'Egeo ed il Mar Euxinos. 'E per questo che presenta il raro fenomeno per l'Egeo di non costruire il Paese in un punto alto dell'isola ma vicino al mare, perchè è stato abitato nel 1850 con la scomparsa dei pirati dalle acque greche.

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