Elafonissos Elafonissos, Cape Elena

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STORIA


Nell'antichità quella che chiamiamo oggi Elafonissos non costituiva un'isola, ma le penisola ''ONU GNATHOS'' (mandibola di asino) secondo Pausanias, il quale durante la sua peregrinazione descrive la città, alla sommersa oggi regione dell'isoletta Pavlopetri, dove si distinguano fino ad oggi delle rovine di case e di strade come anche a Kalogeras, all'isoletta Kassela ed altrove.

Ancora riferisce oltre gli altri, folla di tempi, e la tomba di kinidaros, capitano di Menelao alla campagna contro Troia, che probabilmente s'immedesima con la piramide a Viglafia con base 17,5 x 16 m. e la quale è quasi distrutta oggi. Insieme alla regione tra l'isola e Peloponnese la quale è stata sommersa al 4o sec. D.C., sono stati sommersi pure altri pezzi di terra più piccoli attorno all'isola che oggi ci compensano con i meravigliosi colori verde-oro nelle acque sopra di loro.

Durante il 16? ed il 17? sec., l'isola è stata rifugio di Pirati e Corsari, siccome ''lo stretto di Elafonissos'' costituisce fino ad oggi il più importante passaggio di navi a Mediterraneo Orientale con centinaia di passaggi di navi sia di giorno che di notte.

Il primo tentativo di colonizzazione c'è stato nel 1835 originata da Mani con Gianetaki Grigoraki la quale è stata fallita. Più tardi, abitanti dai paesi attorno a Vatika, hanno fatto i loro primi passi per la sua abitazione mettendo animali sull'isola allora deserta. Nel 1837 è stato pubblicato un decreto ''su la colonizzazione a Elafonissos'' dal Governo Greco e dal 1839 fino al 1849 c'è stato un serio contrasto diplomatico con gli Inglesi che controllavano la ''Città Ionica'' durante il periodo 1814-1864 indistaccabile parte della quale, costituiva Elafonissos insieme con Kythira e Antikythira. Nel 1850 quindi Elafonissos è stata colonizzata definitivamente dai suoi abitanti di oggi. Il più importante fattore di tutti però, per il successo della colonizzazione, è stato l'interruzione definitiva della pirateria all' Egeo dalla Marina della Guerra Greca.

In tutte le isole dell'arcipelago e nelle regioni costiere, ci stavano degli osservatori (vigles) da dove gli osservatori osservavano di giorno e di notte le navi che si avvicinavano alla terra ed avvisavano la popolazione appena distinguevano qualche nave. Vardia (turno) (dai turni di ogni osservatore) si chiama la cima del isola di Elafonissos ai 276 m. che è stata usata come osservatorio (vigla) dai suoi abitanti durante la seconda guerra mondiale cosi che si protegano dalle invasioni ed il fuoco dalle barche veloci dei tedeschi che assalivano dal cantiere navale tedesco a Gythio, con lo scopo di terrorizzare gli abitanti di Elafonissos, i quali dopo i segni dell'osservatore partivano dal paese e si nascondevano nelle caverne a Mavrudi.

Elafonissos tiene fino ad'oggi, una delle flotte pescatorie più grandi in Grecia. La maggior parte delle barche sono piccoli bastimenti fatti di legno oppure delle navi di ottima costruzione discendenti originali delle triremi da Spetses, Idra e Kilada. Si dice inoltre che Lafonissi che si trova a Creta sud-ovest deve il suo nome ai pescatori di Elafonissos. Chiamavano il posto Lafonissi grazie alla somiglianza dei colori del mare con le meravigliose acque di colore verde-oro di ''Simos'',di ''Lefki'', di ''Punta'' ma anche di queste di ''Panagias ta nisia''.

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